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La sorveglianza antincendio: questa sconosciuta

  • Sei tranquillo di essere in ordine le manutenzioni antincendio?
  • Sei sicuro di avere sotto controllo le scadenze delle manutenzioni?

Se rispondi sempre di SI, io ti invito a leggere con calma quanto segue.

Sì... ma quanto costa!?

Il panorama della manutenzioni antincendio, è molto vasto e complesso, non credere che si tratti solo di bucare un cartellino!
Ogni presidio antincendio, che sia un estintore, una porta o un impianto di spegnimento deve essere sottoposto a un programma di manutenzione, dettato da specifiche normative tecniche di riferimento o in mancanza dalle indicazioni del costruttore, in grado di garantirne l’efficienza nel tempo.
Questo concetto sembra una banalità ma vi assicuro che non è così !
La complessità e numerosità dei decreti e delle norma che si riferiscono alle manutenzioni antincendio è così contorta che si perde la bussola!

Decreto Ministeriale 10/03/98

Un punto fermo per il nostro lavoro è stata l’emanazione del Decreto Ministeriale 10/03/98 che con l’art. 4 recepisce “a valore di legge” le norme tecniche (UNI) di riferimento.
Questo articolo inserito in un decreto che a onore del vero si riferisce ad altro, vedi il campo di applicazione

Art. 1
Oggetto – Campo di applicazione
1. Il presente decreto stabilisce, in attuazione al disposto dell’articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, i criteri per la valutazione dei rischi di incendio nei luoghi di lavoro ed indica le misure di prevenzione e di protezione antincendio da adottare, al fine di ridurre l’insorgenza di un incendio e di limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi.

E’ passato quasi inosservato, ma impone un grande impegno per il datore di lavoro, che ti ricordo essere il primo responsabile difronte a un ispezione da parte delle autorità competenti ed è quello che deve fare fronte alle sanzioni che gli ispettori di polizia giudiziaria sanciscono.
In sostanza quasi tutte le norma UNI emanata dall’anno 2000 in poi stabiliscono un piano delle manutenzioni antincendi alle quali si aggiungono eventuali indicazioni straordinario del produttore.
Questi piani di manutenzione danno delle indicazioni di tempistiche che possono e bevono essere valutati contestualmente alle condizioni di esercizio dell’impianto.
Per capirci meglio ti riporto questo esempio, con il quale ci scontriamo regolarmente.

In un istituto scolastico sono installate porte tagliafuoco (le famose porte REI) e le uscite si sicurezza, per le quali sono previsti due controlli semestrali nell’anno.


In tutta franchezza, ritenete opportuno considerare solo la tempistica massima (sei mesi) che intercorre tra le visite di manutenzione, oppure sarebbe opportuno valutare le condizioni di utilizzo della porta, delle quantità di volte che la porta viene usata, di come viene trattata la porta…

Queste valutazioni non vengono quasi mai prese in considerazione anche se esistono precise indicazioni in merito.

Ma a questo punto ci si deve porre un grande quesito:
Ma io datore di lavoro, o nel nostro esempio, io direttore scolastico sono tranquillo se faccio eseguire semestralmente i controlli da una ditta specializzata?
La risposta è NO…non scandalizzarti, ma come tutti sanno la legge non ammette ignoranza.
Ritornando al nostro esempio, per la manutenzione delle porte tagliafuoco e uscite di emergenza esiste una norma tecnica la UNI11473-1 che stabilisce le attività, le periodicità e le competenze.

Per cui il nostro ipotetico preside, deve dimostrare che le porte tagliafuoco e le uscite di emergenza siano efficiente anche nel periodo intercorrente tra le due visite di controllo, Si ma come?
La norma citata stabilisce:

OPERAZIONI CONNESSE ALLA SORVEGLIANZA

La sorveglianza consiste in un controllo visivo atto a verificare che le porte tagliafuoco siano nelle normali condizioni operative, siano facilmente accessibili e non presentino danni materiali accertabili tramite esame visivo. La sorveglianza può essere effettuata dal personale normalmente presente nelle aree protette dopo aver ricevuto adeguate istruzioni.
Questo non significa che l’insegnante o il bidello devono essere in grado di manutenzionare la porta tagliafuoco, devono solo verificare visivamente le eventuali anomalie e allertare (segnalare sul registro delle manutenzioni) la ditta di manutenzione.
Sempre la norma UNI11473-1 stabilisce un’altra cosa importante che non deve passare inosservata, ovvero che la persona responsabile deve redigere un piano di manutenzione in funzione del rischio (DVR) per cui vi ricordate le considerazione fatte:

  • Valutare le condizioni di utilizzo della porta
  • Valutare le quantità di volte che la porta viene usata
  • Valutare come viene trattata la porta

Devono essere considerate e inserite nel DVR con le opportune misure correttive, ad esempio accorciare la periodicità massima dei controlli e far eseguire più visite alla ditta specializzata.
Ma ora ritorniamo al nostro esempi:

  • Nella scuola viene eseguito un controllo a sorpresa dei Vigili del Fuoco che rilevano:
  • La porta tagliafuoco della palestra e tenuta aperta in modo improprio
  • L’uscita di emergenza del piano interrato è stata resa inagibile da una grata antintrusione

E viene redatto il seguente verbale di contestazione

 

Articolo di Legge violato

– tabella comparata –

Ammenda a carico del datore di lavoro – dirigente

Ammenda a carico del preposto

Ammenda a carico del lavoratore

(Violazione degli obblighi del datore di lavoro  sulle vie di circolazione, pulizia, dispositivi di sicurezza)

Omesso mantenimento in sicurezza, sgombre e libere da ostacoli di vie di esodo ed uscite d’emergenza

Ex art. 32 D. Lgs n° 626/94

Art. 64 co. 1 lett. „b“ D.Lgs. 81/08

Art. 68 co. 1 lett. “b” D. Lgs. 81/08

arresto da 3 a 6 mesi o

sanzione da 2.000 a 10.000 Euro

__________

Estratto dal modulo riepilogativo della sanzioni D.Lgs. 81 del 09/04/08 Ministero dell’Interno-Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e dalla Difesa Civile –Nucleo di Polizia Giudiziaria

CONCLUSIONI

Ritornando in un ambito più generale quasi tutte le norme tecniche prevedono a grandi linee il medesimo piano di manutenzione:

SORVEGLIANZA
CONTROLLO
REVISIONE
COLLAUDO

Con tempistiche più o meno uguali e ovviamente con operazioni specifiche per ogni tipologia di dispositivo.

Ma  il punto che viene sempre dimenticato è quello del sorveglianza!

Altro aspetto che viene preso alla leggera (ma è riportato chiaramente) è riferito al fatto che le persone che vengono incaricate di eseguire la sorveglianza devono essere formate.